Il fenomeno EES paralizza i porti europei: Interferry lancia l'allarme in vista del picco estivo del 2026.
L'associazione Interferry lancia l'allarme: il Sistema di ingressi/uscite (EES) dell'UE sta già causando gravi congestioni nei porti europei dei traghetti. I primi problemi sono emersi durante i ponti di maggio — Stena Line e Brittany Ferries segnalano guasti ai sistemi e ritardi di diverse ore. Senza urgenti misure correttive, il picco della stagione estiva 2026 potrebbe paralizzare i principali snodi logistici europei, generando costi enormi per i trasportatori e le catene di approvvigionamento.

Il 22 giugno 2026, Interferry, che rappresenta l'industria globale dei traghetti, ha rivolto un appello urgente alle istituzioni dell'Unione Europea e ai governi degli Stati membri. L'organizzazione chiede un approccio immediato e pragmatico per l'applicazione del Sistema di ingresso/uscita dell'UE (EES), avvertendo che, senza urgenti adeguamenti operativi, i porti europei rischiano seriamente un blocco totale delle comunicazioni e della logistica nell'estate del 2026.
Cos'è l'EES e perché il settore dei traghetti sta lanciando l'allarme?
Il sistema di ingresso/uscita dell'UE è entrato pienamente in vigore il 10 aprile 2026. Il suo obiettivo principale è digitalizzare e modernizzare i controlli alle frontiere esterne dell'Unione europea, in particolare per i cittadini di paesi terzi, ovvero quelli al di fuori dell'area Schengen. Il nuovo sistema prevede la registrazione dei dati biometrici, la verifica automatica dei documenti di viaggio e il monitoraggio della durata del soggiorno degli stranieri nell'UE.
Sulla carta, la riforma sembra razionale. In pratica, tuttavia, soprattutto inrodoI porti dei traghetti: la loro implementazione ha rivelato gravi lacune sistemiche e organizzative. Il problema è che, nella progettazione dell'EES, i legislatori dell'UE hanno preso come punto di riferimento il modello aeroportuale, dove il flusso di passeggeri è relativamente uniforme e ben organizzato. Un porto dei traghetti, invece, presenta una realtà operativa completamente diversa.
Contemporaneamente e attraverso gli stessi varchi di controllo, tutti questi flussi di persone transitano simultaneamente: pedoni, famiglie che viaggiano in auto private, autobus turistici con decine di turisti e, aspetto di fondamentale importanza per l'economia europea, autoarticolati che trasportano merci con il sistema Ro-Ro (roll-on/roll-off). Applicare una procedura biometrica uniforme, progettata per gestire un flusso di passeggeri omogeneo, a questo complesso schema di traffico multicanale si rivela estremamente problematico nella pratica.
I fine settimana di maggio come presagio di disastro: i primi dati concreti
Il lungo fine settimana di maggio del 2026 ha rappresentato il primo vero banco di prova per il nuovo sistema, e i risultati sono stati inequivocabili. I porti europei hanno segnalato una congestione massiccia e le compagnie di navigazione hanno iniziato a segnalare ufficialmente specifici problemi infrastrutturali e organizzativi.
Stena Line, uno dei maggiori operatori di traghetti in Europa, che opera, tra gli altri, sulla rotta strategica attraverso il porto olandese di Hook of Holland, ha segnalato ritardi inaccettabili nelle procedure di sbarco e imbarco. La compagnia ha anche segnalato una grande confusione tra i passeggeri che non riescono a distinguere tra il sistema EES e l'ETIAS (Sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi), due meccanismi di controllo separati che operano in parallelo. Ciò che è particolarmente preoccupante è che l'applicazione mobile principale "Viaggio in Europa"Il sistema, che avrebbe dovuto rappresentare il pilastro digitale del nuovo sistema di check-in e semplificare la registrazione dei viaggiatori, rimane di fatto inutilizzabile nella maggior parte dei paesi europei.
Brittany FerriesL'ente che gestisce i collegamenti attraverso i porti francesi ha segnalato la completa inoperatività dei tablet destinati agli automobilisti presso i banchi del check-in. Le autorità di frontiera francesi sono state di fatto costrette a raccogliere i dati biometrici solo dai passeggeri a piedi, mentre gli autisti di camion e automobili sono rimasti esclusi dalla procedura completa. Inoltre, la necessità di creare manualmente i profili per gli stranieri che non si erano precedentemente registrati nel sistema ha aumentato drasticamente i tempi di attraversamento della frontiera presso ogni sportello.
Johan Roos avverte: questo è solo il preludio al caos estivo.
Johan Roos, direttore degli affari regolamentari di Interferry, non lascia dubbi sulla gravità della situazione. Nella dichiarazione ufficiale dell'organizzazione, ha affermato senza mezzi termini che le interruzioni di maggio sono state solo il preludio a problemi ben più seri che si manifesteranno pienamente con l'avvicinarsi dell'alta stagione estiva.
La logica è semplice: durante i lunghi fine settimana di maggio, i porti hanno gestito solo una frazione del traffico tipico delle vacanze. A luglio e agosto, milioni di viaggiatori transiteranno per i terminal dei traghetti europei – famiglie con bambini, turisti provenienti da paesi terzi, gruppi organizzati – e, allo stesso tempo, un flusso ininterrotto di trasporto merci che non può e non deve fermarsi per le vacanze. La sovrapposizione di questi due flussi, dato lo stato attuale delle infrastrutture digitali, minaccia uno scenario in cui le code al check-in si misureranno non in minuti, ma in ore.
Rischio per le catene di approvvigionamento e gli operatori logistici
Per i responsabili della gestione del rischio e i proprietari di aziende di trasporto e logistica operanti in Europa, questa situazione ha implicazioni finanziarie e operative concrete e misurabili. I tempi di inattività dei camion nelle code portuali generano una serie di conseguenze negative a cascata:
- Aumento dei costi operativi — Ogni ora in cui un autoarticolato rimane fermo rappresenta un costo per l'azienda di trasporto. Con i lunghi periodi di inattività nei porti, le bollette schizzano alle stelle, incidendo direttamente sui margini operativi.
- Violazioni delle normative sull'orario di lavoro dei conducenti — un autista bloccato in coda al confine esaurisce il suo limite di ore lavorative giornaliere o settimanali, il che può impedirgli di raggiungere la sua destinazione in tempo ed esporre il vettore a sanzioni da parte delle autorità di controllo.
- Rischio di perdere credibilità nel tempo — Per le aziende che costruiscono la propria posizione di mercato basandosi sull'affidabilità delle consegne, i ritardi sistematici derivanti da problemi alle frontiere si traducono direttamente nella valutazione della credibilità da parte di clienti e partner commerciali.
- Penali contrattuali per ritardi — particolarmente grave nel caso di consegne di merci deperibili: alimenti freschi e surgelati, prodotti farmaceutici, componenti per linee di produzione che operano secondo un sistema just-in-time.
- Interruzioni della catena di approvvigionamento — Le interruzioni nei principali hub portuali (Hook van Holland, Calais, Harwich, Dover) hanno un effetto a catena sull'intera rete logistica europea. Il ritardo nella consegna delle merci in un punto ritarda il trasbordo, lo stoccaggio e la distribuzione in tutto il continente.
È importante sottolineare che i porti per i traghetti Ro-Ro svolgono un ruolo assolutamente cruciale nel commercio europeo. Centinaia di camion transitano quotidianamente solo per Hoek van Holland, trasportando merci tra il Regno Unito, i Paesi Bassi e il resto del continente. Interrompere questo snodo non è solo un problema di un operatore locale, ma ha un impatto diretto sugli interessi economici di interi settori.
Che cosa propone esattamente Interferry?
L'organizzazione non si limita a diffondere messaggi allarmistici, ma presenta anche richieste specifiche. Interferry chiede un intervento su due livelli:
A livello nazionale - Flessibilità nell'ambito delle normative vigenti
Il quadro giuridico dell'EES (Sistema Economico Europeo) include disposizioni che consentono agli Stati membri di implementare meccanismi di controllo flessibili in situazioni di elevata densità di traffico o guasti del sistema. Interferry esorta i governi nazionali, in particolare Francia, Paesi Bassi e altri paesi con grandi porti per traghetti, a utilizzare attivamente queste possibilità. In pratica, ciò significa consentire procedure di check-in semplificate durante le ore di punta, dare priorità al traffico merci e gestire in modo flessibile i flussi di passeggeri.
A livello UE, possibile sospensione dei rigidi requisiti biometrici.
Qualora gli Stati membri non fossero in grado di garantire un'infrastruttura di sistema funzionante prima dell'alta stagione estiva, Interferry invita le istituzioni dell'UE a valutare la possibilità di sospendere temporaneamente i requisiti più stringenti per il check-in biometrico. Tale sospensione rimarrebbe in vigore fino a quando la tecnologia, la logistica portuale e, altrettanto importante, la consapevolezza dei viaggiatori non raggiungeranno un livello tale da consentire il corretto funzionamento del sistema.
L'organizzazione sottolinea inoltre l'urgente necessità di una campagna di informazione di massa rivolta ai cittadini di paesi terzi che intendono viaggiare in Europa. La scarsa familiarità dei passeggeri con le procedure applicabili è uno dei principali fattori che contribuiscono ai tempi di check-in più lunghi, un problema che può essere risolto in modo relativamente economico e rapido, a differenza delle costose e lunghe riparazioni dell'infrastruttura informatica.
Prospettiva di rischio aziendale per le imprese del settore TSL
La situazione relativa all'implementazione del sistema EES rappresenta un classico esempio di come il rischio normativo possa concretizzarsi a livello operativo. Ciò ha portato all'elaborazione di specifiche raccomandazioni gestionali per le aziende di trasporto e logistica che operano su rotte che coinvolgono i porti dei traghetti europei.
Innanzitutto, è opportuno esaminare i contratti con i clienti per verificare la presenza di clausole di forza maggiore e disposizioni relative ai ritardi derivanti dai controlli alle frontiere, assicurandosi che coprano scenari normativi e non solo eventi casuali. Le aziende le cui catene di approvvigionamento dipendono da regolari attraversamenti in traghetto dovrebbero valutare l'attivazione di piani di emergenza che includano percorsi alternativi via terra o ferrovia, che potrebbero rivelarsi più prevedibili in caso di un aggravamento dei problemi portuali.
La comunicazione con i conducenti e i responsabili della logistica è fondamentale: è opportuno fornire loro informazioni aggiornate sullo stato delle autorizzazioni nei singoli porti e, nella pianificazione degli orari di navigazione per la stagione estiva 2026, è importante prevedere un margine di tempo significativamente superiore agli standard attuali. Il monitoraggio delle comunicazioni degli operatori dei traghetti (Stena Line, Brittany Ferries, DFDS e altri) diventa parte integrante della gestione del rischio, anziché una risposta isolata a situazioni di crisi.
A livello strategico, è opportuno monitorare la risposta delle istituzioni europee agli appelli di Interferra. Qualsiasi sospensione o allentamento dei requisiti EES per il traffico marittimo avrà un impatto diretto sulla pianificazione logistica nella seconda metà del 2026. La piattaforma EURODESK.eu fornirà informazioni continue su eventuali modifiche normative in questo ambito.
Somma
L'implementazione del sistema di ingresso/uscita dell'UE nei porti europei dei traghetti sta procedendo in un modo che dovrebbe destare serie preoccupazioni per tutti i partecipanti alla filiera. I test iniziali del sistema, effettuati durante il lungo fine settimana di maggio, hanno rivelato profondi problemi tecnici e organizzativi: l'indisponibilità di applicazioni chiave, apparecchiature mobili difettose, una scarsa preparazione dei viaggiatori e tempi di check-in drasticamente allungati. Con l'avvicinarsi del picco estivo del 2026, quando milioni di turisti e migliaia di camion transiteranno attraverso i porti europei, il rischio di una paralisi sistemica è reale e grave.
Il messaggio di Interferry è chiaro: senza un approccio flessibile e pragmatico all'applicazione delle normative EES e senza un'urgente riparazione delle infrastrutture digitali, l'Europa si troverà ad affrontare una crisi logistica quest'estate, i cui costi ricadranno sui vettori, sui loro clienti e, in ultima analisi, sui consumatori di tutto il continente. È il momento di agire, non dopo che le code a Hook of Holland e Calais avranno paralizzato il commercio europeo per settimane.






